MASCHERINE A SCUOLA, LA PROVOCAZIONE DELL’ASSESSORE ALBORESI

Mascherine a scuola. Alboresi: «Sposiamo la provocazione degli assessori di Trento e Bolzano, “Spostiamo le scuole al ristorante”

 

«Vale la pena ricordarlo ancora una volta: siamo l’unico Paese europeo nel quale vige ancora l’obbligo di mascherina a scuola (oltre che nei luoghi della cultura, che da due anni conservano il triste primato di quelli più colpiti dai provvedimenti restrittivi in funzione anti pandemica)».

 L’assessore alla Cultura, con delega all’Istruzione, Alessia Alboresi, prende posizione sull’utilizzo delle mascherine all’interno delle scuole

«In (quasi) tutti gli altri ambiti della vita – bar, ristoranti, palestre, supermercati, negozi, ecc. – le persone possono muoversi senza: le scuole sono ancora considerate a rischio, nonostante l’ormai cospicua mole di studi che dimostra il contrario (tra cui quelli condotti dall’epidemiologa Sara Gandini), nonostante la minor incidenza della malattia grave da Covid-19 sugli under 20, nonostante la minor pericolosità di Omicron.

Per questo sposiamo l’appello “europeo” degli Assessori all’istruzione Philipp Achammer e Mirco Bisesti di Trento e Bolzano, e la loro provocazione a spostare le lezioni al ristorante».

«Il volto dell’uomo è ciò che ci consente la relazione con gli altri, scriveva il filosofo Emmanuel Lévinas – conclude l’assessore Alboresi – il volto è la cifra dell’umanità, la misura dell’identità propria e dell’altro. Da due anni stiamo impedendo a bambini e bambine di rispecchiarsi nel volto – intero – dell’altro: dei propri coetanei, dei propri insegnanti. Li stiamo privando, o limitando, di una tappa imprescindibile della loro formazione. Sartre sostiene che “lo sguardo dell’altro mi definisce”, Hegel che un’autocoscienza si coglie come tale solo in relazione ad un’altra autocoscienza, Lévinas che il volto dell’altro è la via d’accesso al mondo. Il nucleo della propria identità è dato dallo sguardo e dal volto dell’altro. Ogni individuo, fin dai primi giorni di vita, costituisce sé stesso attraverso l’immagine di sé che vede riflessa nello sguardo altrui. Soprattutto i bambini tendono a diventare ciò che il mondo adulto dice loro di essere. Gli studi in questo senso si sprecano, a partire dal celebre effetto Rosenthal (dal nome dello scienziato che lo ha condotto), più noto come effetto Pigmalione, finendo con il più recente “Still Face”».

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