LA TARANTELLA BLACK DI ENZO AVITABILE E I BOTTARI DI PORTICO DOMANI AL PALMETO DI SCHIAVONEA

Il cartellone del Coro Music Fest, continua a regalare emozioni con un evento – domani, 5 agosto, Palmeto di Schiavonea, ore 22, evento gratuito –
di straordinaria valenza culturale e sociale, Enzo Avitabile e i Bottari di Portico in concerto.

Avitabile è l’artista italiano simbolo della contaminazione tra generi e maestro assoluto del groove. Ha duettato con star come James Brown e Tina Turner, Afrika Bambaataa e David Crosby. Ha girato il mondo, condiviso il palco e registrato brani con Mori Kante, Goran Bregovic, Cesaria Evora, Trilok Gurtu e Richie Havens, solo per citarne alcuni. Vincitore di numerosi e prestigiosi premi, Avitabile ha inciso 17 album, macinato centinaia di concerti e scritto oltre 300 opere per quartetti, orchestre da camera e sinfoniche. Tutta la sua opera s’intreccia – generi, strumenti, musicisti – portando sul palco un esempio di musica che, seppur con un forte lavoro di ricerca sulle proprie radici, esplode in una felice contaminazione abbattendo ogni confine.

Nel 2001 inaugura un progetto musicale nuovo, “Enzo Avitabile & Bottari”, dove fonde il sound personale con la tradizione dei Bottari, le cui origini risalgono al XIII Sec. e gli strumenti sono botti, tini e falci usati come percussioni, che scandiscono arcaici ritmi processionali. Si narra che questa tradizione abbia origine dal tentativo dei contadini di scacciare gli spiriti maligni percuotendo freneticamente gli attrezzi impiegati nel quotidiano lavoro dei campi.

Sassofonista di grande bravura e sensibilità, trasforma il suo strumento musicale in un urlo contro la povertà, l’ingiustizia e la fame tematica che affronta spesso perché la vede, ogni giorno. Testi che raccontano storie di bambini, emarginati, morti: un ritratto “nero” del sud Italia, dell’Africa e del Medio Oriente.

Una tarantella black, come definisce il suo tour, perché la danza partenopea più famosa, diventa un percorso empatico. La danza continuamente invocata da Avitabile, iscritta nei suoi testi, nella sua sonorità primitiva e nel suo borbottare, crea uno scambio di forze che sfiora la denuncia sociale.

 

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